Zucca Lunga Napoletana

La Zucca lunga napoletana detta anche Zucca piena di Napoli, largamente utilizzata nel Meridione, gode di una buona notorietà in Italia e all’estero. Con il Decreto MOPAF, 10 luglio 2006 è stata inserita nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della regione Campania

La maggior parte delle zucche coltivate e commercializzate in Italia appartiene alla specie Maxima. La Zucca lunga di Napoli appartiene alla specie Moschata; è una specie macroterma, annuale, a rapida vegetazione, presenta il fusto erbaceo, lungo ed angoloso. L’apparato radicale è fibroso, ramificato alla base ed in gran parte diffuso nello strato superficiale di terreno. La Zucca lunga di Napoli è oggetto di un programma di stabilizzazione genetica promosso dall’Assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania che ha preso le mosse dal recupero del seme rinvenuto nell’orto di un convento del comune di Visciano (Na) ed è approdato già alla coltivazione in pieno campo, a titolo sperimentale.

Le foglie sono reniformi, con 5-6 lobi appena accennati, di colore verde scuro con screziature più chiare, con presenza di cirri robusti. I fiori sono portati all’ascella delle foglie, ed hanno una corolla di colore giallo intenso; quelli maschili compaioni per primi e sono caratterizzati da un lungo peduncolo; quelli femminili presentano un peduncolo corto che sorregge l’ovario dal quale avrà origine il frutto a fecondazione avvenuta.

Il frutto è un peponide di forma clavata, ricurvo e rigonfio all’apice, lungo 60-70 cm (eccezionalmente 100) e con un diametro di 15-20 cm; il suo peso è, mediamente, di circa 20-25 Kg; la buccia è liscia, sottile e di colore verde chiaro o verde scuro; è completamente pieno di polpa di colore rosso-arancio, soda, dolce e di sapore muschiato; presenta una cavità spostata all’estremità che contiene il sistema placentario in cui sono presenti numerosi semi di colore bianco, grigio-bruno, ovali, appiattiti, leggermente rugosi e con l’orlo marginale nettamente rilevato.

La zucca è un ortaggio che ben si adatta ai diversi tipi di suolo; infatti può essere coltivata anche su suoli argillosi ben strutturati, ma preferisce, comunque, suoli profondi, freschi e ben drenati, ricchi di sostanza organica e con ph compreso tra 6 e 7,5; la zucca risulta mediamente sensibile alla salinità del terreno e molto suscettibile agli elevati contenuti di boro. Essendo una coltura originaria delle zone calde, essa presenta elevate esigenze termiche; di fatto le temperature ottimali per la vegetazione sono comprese tra i 25-30° C, letali sono le temperature inferiori ai 2° C. Il ciclo colturale è primaverile/estivo. Nell’ordinamento produttivo ordinario praticato nelle aziende agricole, la zucca, in genere, viene considerata una coltura da rinnovo. La Zucca lunga di Napoli, si semina direttamente in pieno campo, tra aprile e maggio; il fabbisogno di seme è di 3-6 Kg/ha, la densità colturale è bassa.

E’ possibile variare la pezzatura dei frutti, indirizzando l’esito del raccolto alle richieste del mercato. I frutti, una volta raccolti, devono essere trasportati con cura per evitare tagli ed ammaccature che potrebbero causare l’insorgenza di marciumi. La raccolta avviene da fine luglio a settembre e, se le zucche vengono conservate in luoghi ben ventilati, all’ombra e protetti dal gelo, rimangono fresche anche per diversi mesi. A fronte di un modestissimo apporto calorico (solo 18 Kcal. Per 100 grammi di prodotto) è ricca di vitamina A (599 mg per 100 gr.) e risulta facilmente digeribile. La zucca lunga di Napoli è facile da trasportare si aper la forma, allungata, che per l’alto peso specifico caratteristiche che la distinguono dalle altre zucche presenti sui mercati.

Altre caratteristiche positive di questa zucca sono la buccia sottile, facile da pelare, le fette piene e la colorazione arancio intenso tipico e polpa compatta.

Si può consumare cruda (nelle insalate), marinata, cotta al vapore o al forno, e può essere impiegata in preparazioni salate come in quelle dolci.

Tra le tante ricette tradizionali la più diffusa nel Mezzogiorno d’Italia è senz’altro pasta e zucca.