Papaccella Riccia

La Papaccella riccia, è un peperone con frutti di forma tondo-schiacciata e costoluti, di colore verde, rosso o giallo.

La papaccella appartiene alla famiglia delle Solanacee genere Capsicum e, come tutti i peperoni coltivati, è da riferire alla specie Capsicum annum.

Grazie ad una convenzione tra l’Assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania e l’Ente Nazionale Sementi Elette (ENSE) è in corso una prova di caratterizzazione varietale che si concluderà nel corso del 2007 ai fini dell’iscrizione di tale varietà nel Registro Nazionale delle varietà di specie di piante ortive. Dal punto di vista morfologico, valgono le caratteristiche generali della specie: è una pianta erbacea, annuale, con fusto eretto e ramificazioni dicotomiche più o meno numerose; le foglie sono alterne, di colore verde più o meno cupo, lisce e glabre, di forma cordata.

I fiori, bianchi o biancoverdastri, sono solitari o raggruppati a 2-3 e sorgono all’ascella delle foglie o di ramificazioni. Il frutto, la vera caratteristica, è una bacca carnosa di forma e dimensioni varie, schiacciato ai poli, costoluto solitamente piuttosto grosso; la polpa è spessa (anche 15 mm) e carnosa, di sapore dolce e dal profumo intenso. La raccolta viene effettuata dalla seconda metà di giugno fino a fine novembre, a maturazione fisiologica (quando il colore è giallo o rosso), ma vi è l’abitudine di consumarle anche verdi. Nel 2006 per la papaccella napoletana è stato realizzato un presidio Slow Food.

Nell’ambito del presidio, oltre a definire un disciplinare di produzione, è stata delimitata l’area di produzione della papaccella napoletana, comprendente 9 comuni in provincia di Napoli.

Le papaccelle sono apprezzate per le caratteristiche della polpa (mesocarpo): croccante, soda, dolce e profumata. La “pelle” è sottile e aderente, caratteristica che la rende gradita per il consumo fresco e per le conservazioni in aceto.

Ingrediente storico della cucina napoletana, le papaccelle vengono consumate fritte in padella con aglio e olio, ma anche al forno con le patate, variamente imbottite, come accompagnamento al baccalà o crude, affettate sottili e mischiate con altre verdure. E ancora: sotto aceto come antipasto o nella natalizia “nzalata ‘e rinforzo” oppure fritte nel grasso di cottura del maiale (costolette, salsicce, tracchie etc.).