Fagiolo a Formella

La maggior parte dei fagioli consumati in Europa appartiene alla specie Phaseolus vulgaris, il Fagiolo a formella, è, invece, riconducibile alla specie Phaseolus Lunatus. Deve la denominazione dialettale alla sua forma piatta, che ricorda il bottone metallico ancora in uso ai primi del ‘900, che in napoletano viene appunto chiamato formella, Con il Decreto MIPAF, 10 luglio 2006 è stato inserito nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della regione Campania.

La pianta arrivò in Europa intorno al 1500 e si diffuse nella provincia di Napoli dove veniva coltivato in successione al pisello, utilizzando gli stessi sostegni.

Si tratta di una pianta rampicante ad accrescimento indeterminato, che raggiunge notevoli dimensioni (può superare abbondantemente i due metri di altezza) che ostacolano, però, le operazioni colturali.

La pianta è caratterizzata da fusto con steli angolosi, apparato radicale che può raggiungere la lunghezza di un metro, foglie composte da tre lembi cuoriformi, baccello pendulo, pluriseminato, costituito da due valve ed un solo carpello con semi di colore bianco, allo stadio ceroso, tendente all’avorio, in quelli secchi.

La vera caratteristica del Fagiolo a Formella è la forma dei semi schiacciati reniformi e con una piccola gobba. Il Fagiolo a formella predilige i climi temperato-caldi con estate umida. Le temperature più favorevoli per le fasi vegetative e riproduttive sono quelle comprese tra 26 e 30°C.

Va, tuttavia, evidenziato che trattasi di una specie molto rustica e, quindi, con grande capacità di adattamento. Per quanto riguarda il terreno, il Fagiolo a formella non sembra avere particolari esigenze o  incompatibilità, purché sia garantita buona disponibilità d’acqua e assenza di ristagno idrico durante tutto il ciclo. I terreni ideali per il fagiolo, in genere, sono quelli sciolti, freschi e fertili, ma senza eccesso di sostanza organica, a reazione fra sub-acida (ph 6-6,5) e neutra (ph 7).

E’ da sottolineare la spiccata tolleranza alla salinità, elemento inconsueto per la maggior parte delle varietà di fagiolo. La raccolta avviene a due distinti stadi: maturazione cerosa e maturazione di raccolta.

La maturazione cerosa, avviene dopo 40/50 giorni dalla fecondazione, corrisponde alla fase ideale per la raccolta dei fagioli da sgranare e da destinare all’appertizzazione o alla surgelazione.

A questo stadio i baccelli non hanno ancora iniziato a seccare e il seme presenta umidità intorno al 55%.

La maturazione di raccolta, corrisponde allo stadio fenologico in cui i baccelli sono completamente secchi, con una notevole perdita di volume a seguito della drastica riduzione di umidità. Questa è una fase molto delicata, in quanto i baccelli secchi tendono ad aprirsi con facilità lasciando cadere i semi. Un ritardo delle operazioni di raccolta può, quindi, determinare gravi perdite di produzione.

La raccolta, da effettuare manualmente, è molto onerosa, sia per la scalarità di maturazione che per l’altezza delle piante.

Questo fagiolo presenta una buona fonte di vitamina B (B6, Niacina, Folati), di proteine, di fibre (specialmente fibre solubili in acqua, Pectina) nonché di metalli (Ferro, Potassio e Magnesio) e un bassissimo contenuto di grassi.

Il sapore è caratterizzato dall’alta concentrazione di Asparagina, contenuta nella porzione proteica, e il tegumento è particolarmente sottile e morbido.

Il suo gusto particolarmente delicato lo rende idoneo all’abbinamento con frutti di mare o con pietanze a base di pesce.