Il Cavaliere del Lavoro, Pietro Micillo (al centro) con la figlia Anna

Questa è la quarta generazione della famiglia Micillo nel comparto agroalimentare. Oggi,  Pietro conduce un’impresa di circa 120 ettari. Passione e curiosità lo hanno spinto ad affrontare una nuova, stimolante sfida, la conservazione e valorizzazione delle biodiversità, recuperando alcuni ortaggi che stavano del tutto scomparendo: Torzella, Cicerchia flegrea, Fagiolo a Formella, Papaccella riccia napoletana, Zucca lunga napoletana, Pomodorino giallo (a cui ne ha affiancati altri di particolare interesse culinario, come Borragine, Fagiolino lungo, Minestra nera, etc.). Grazie anche al suo amore per la gastronomia di qualità, il passo dalla produzione alla trasformazione è stato breve. È nata, così, una linea di prodotti trasformati attraverso metodologie e ingredienti naturali (succo di limone, sale, zucchero, olio, acqua, spezie), senza l’ausilio di alcun elemento chimico, destinata a un consumatore ad abbinare al gusto i valori nutrizionali dei cibi naturali.